Fac-simile Preventivo Brand Identity & Sito Web (PDF 2026) + Modello Scaricabile

7 Febbraio 2026

Gabriele Verona

Se stai cercando un esempio concreto di preventivo per brand identity e sito web, sei nel posto giusto. Qui trovi un fac-simile reale in PDF scaricabile, una tabella con tutte le voci di costo spiegate e consigli pratici per compilare il tuo preventivo in modo professionale. Tutto quello che ti serve per presentare un’offerta chiara, credibile e convincente.

Cos’è un preventivo per brand identity e sito web e perché serve un PDF

Un preventivo per brand identity e sito web è il documento che racchiude tutti i servizi che offri al cliente, con i rispettivi costi, tempi e condizioni. Non è solo una lista di prezzi: è il primo vero momento in cui il cliente capisce se può fidarsi di te.

Il PDF è il formato più richiesto perché è facile da condividere, si apre su qualsiasi dispositivo e mantiene la formattazione originale. Quando mandi un preventivo in PDF, stai comunicando professionalità e attenzione al dettaglio. Il cliente lo può stampare, inoltrare ai soci, conservare.

Ma c’è un altro motivo per cui le persone cercano “preventivo PDF” su Google: vogliono vedere esempi reali prima di chiederlo a qualcuno o prima di crearne uno loro stessi. Vogliono capire come si presenta un preventivo completo, quali voci includere, come strutturare i costi. E soprattutto vogliono evitare brutte figure con un documento improvvisato o poco chiaro.

Un preventivo fatto bene deve includere:

  • dati del fornitore e del cliente, così entrambe le parti sanno chi sta firmando cosa;
  • numero e data del preventivo, per tracciabilità e validità temporale;
  • descrizione dettagliata di ogni servizio, non solo “logo” ma “progettazione logo principale + 3 varianti + file vettoriali”;
  • costi voce per voce, con eventuali subtotali per categorie (brand identity, sito web, extra);
  • totale complessivo, eventualmente con IVA separata;
  • termini di pagamento, tipo acconto del 50% a inizio lavoro e saldo a consegna;
  • validità dell’offerta, solitamente 30 giorni dalla data di emissione;
  • note o condizioni, come numero di revisioni incluse o cosa succede se il cliente richiede modifiche extra.

Quando tutti questi elementi sono presenti, il cliente percepisce trasparenza. E la trasparenza costruisce fiducia, che è esattamente quello che serve per chiudere un progetto.

Esempio reale di preventivo PDF: struttura e voci spiegate

Qui trovi il cuore dell’articolo: un fac-simile reale di preventivo per brand identity e sito web, con dati oscurati ma struttura autentica. Non è un template generico scaricato da internet, è un documento che potresti effettivamente mandare a un cliente.

Scarica l’esempio reale di preventivo PDF

In questo PDF trovi un fac-simile completo di preventivo per Brand Identity e Sito Web, con voci di costo spiegate e struttura professionale. Puoi usarlo come base per i tuoi preventivi o semplicemente per capire come si presenta un documento di questo tipo.

Preventivo Brand Identity Modello Gratis 2026

All’interno del PDF vedrai:

  • intestazione con logo e dati del freelance o studio: nome, partita IVA, indirizzo, email, telefono;
  • sezione dati cliente: nome azienda, referente, indirizzo, email;
  • numero preventivo e data di emissione, con validità di 30 giorni;
  • tabella servizi brand identity: logo, palette colori, font, manuale brand, biglietti da visita e carta intestata;
  • tabella servizi sito web: progettazione, sviluppo, CMS, ottimizzazione SEO base, responsive design;
  • eventuali extra o manutenzione: hosting, assistenza post-lancio, formazione;
  • totali parziali e totale generale, con IVA evidenziata se applicabile;
  • termini di pagamento: acconto 50% a firma, saldo a consegna;
  • note: numero di revisioni incluse (es. 2 round di modifiche), tempi di consegna stimati, cosa succede in caso di ritardo o modifiche fuori scope.

Ora vediamo nel dettaglio come si costruisce ogni sezione.

Modello di tabella costi per brand identity

La brand identity è tutto ciò che riguarda l’identità visiva del cliente: logo, colori, tipografia, materiali coordinati. Qui sotto trovi un esempio di tabella con le voci principali e i relativi costi.

ServizioDescrizioneCosto
Logo principaleProgettazione logo + 3 varianti + file vettoriali (AI, EPS, PDF) + file ottimizzati per web (PNG, SVG)€800
Palette coloriDefinizione palette cromatica con codici RGB, CMYK, HEX€150
Font e tipografiaSelezione font primari e secondari + linee guida utilizzo€100
Manuale brand identityDocumento PDF con regole d’uso logo, colori, tipografia, esempi applicativi€300
Biglietti da visitaDesign fronte/retro + file stampa (3 revisioni incluse)€120
Carta intestataTemplate Word/PDF per documenti aziendali€80
TOTALE BRAND IDENTITY€1.550

Ogni voce deve essere autoesplicativa. Il cliente non deve chiedersi “ma il logo include anche le varianti?” oppure “i file per la stampa sono inclusi?”. Se scrivi “Logo principale” e basta, stai lasciando spazio a incomprensioni. Meglio specificare tutto subito: quante varianti, quali formati, quante revisioni.

Perché è importante dettagliare così tanto? Perché quando arriva il momento di consegnare, tu e il cliente dovete avere la stessa aspettativa. Se nel preventivo non hai scritto che il manuale brand è un PDF di 10 pagine, il cliente potrebbe aspettarsi un manuale stampato rilegato. E tu hai perso tempo, soldi e credibilità.

Modello di tabella costi per realizzazione sito web

Il sito web è la parte più articolata, perché può includere sviluppo, SEO, grafica, contenuti. Anche qui, la chiarezza è tutto.

ServizioDescrizioneCosto
Progettazione UX/UIWireframe + mockup grafico per tutte le pagine€600
Sviluppo sito WordPress5 pagine (Home, Chi siamo, Servizi, Blog, Contatti) + theme custom€1.200
Responsive designOttimizzazione per mobile, tablet, desktop€300
SEO baseOttimizzazione meta tag, alt text immagini, sitemap XML, Google Search Console€250
Form contatti + newsletterForm contatti + integrazione Mailchimp o strumento simile€150
Formazione CMS1 ora di formazione per gestione contenuti in autonomia€80
TOTALE SITO WEB€2.580

Anche qui, ogni voce va spiegata. “Sviluppo sito WordPress” potrebbe voler dire tutto e niente. Meglio specificare: quante pagine, se il tema è custom o premium, se i contenuti sono forniti dal cliente o li scrivi tu.

La voce “SEO base” va sempre dettagliata, perché c’è una differenza enorme tra ottimizzare i meta tag e fare una strategia SEO completa. Se il cliente si aspetta di arrivare primo su Google per “avvocato Milano” con un pacchetto SEO base da €250, c’è un problema di comunicazione a monte.

Nota importante: se il cliente fornisce testi e immagini, scrivilo esplicitamente. Se invece li produci tu, aggiungi una voce separata per “copywriting” o “shooting fotografico”. Altrimenti ti ritrovi a scrivere 10 pagine di contenuti che credevi fossero incluse nel prezzo del sito, ma non lo erano.

Come compilare il template di preventivo in modo professionale

Ora che hai visto la struttura, vediamo come compilare ogni sezione senza lasciare dubbi o ambiguità.

Intestazione: i tuoi dati

In alto, sempre ben visibile, metti:

  • nome o ragione sociale del tuo studio/freelance;
  • partita IVA (obbligatoria se sei professionista);
  • indirizzo fisico o sede legale;
  • email professionale, non una Gmail generica tipo “mariorossi92@gmail.com“;
  • telefono e eventuale sito web.

Se hai un logo, mettilo in alto a sinistra o centrato. Non deve essere enorme, ma deve esserci. È un dettaglio che comunica attenzione e identità visiva, anche nel preventivo stesso.

Dati del cliente

Subito dopo, inserisci i dati del cliente:

  • nome azienda o nome e cognome se è una persona fisica;
  • referente (chi firmerà o gestirà il progetto);
  • indirizzo (può servire per fatturazione);
  • email e telefono.

Anche se sembrano dettagli scontati, avere tutto nero su bianco evita confusioni. E se il cliente ti gira il preventivo a un commercialista o a un socio, loro vedranno subito tutti i dati necessari.

Numero preventivo e validità

Ogni preventivo deve avere un numero progressivo (es. “Preventivo n. 024/2026”) e una data di emissione. Questo serve a te per tenere traccia delle offerte inviate, e serve al cliente per sapere a quando risale il documento.

La validità è fondamentale. Un preventivo senza validità può creare problemi: il cliente potrebbe tornare dopo 6 mesi e chiederti di rispettare quei prezzi, ma nel frattempo i tuoi costi sono cambiati. Standard è indicare 30 giorni dalla data di emissione, ma puoi allungare a 60 se il progetto è complesso e richiede più tempo di valutazione.

Descrizione servizi e costi

Qui entra in gioco la tabella che hai visto prima. L’importante è:

  • separare chiaramente brand identity e sito web, così il cliente capisce quanto pesa ogni parte;
  • indicare eventuali extra come hosting, manutenzione, assistenza post-lancio;
  • specificare cosa è incluso e cosa no, ad esempio “2 round di revisioni inclusi, ogni revisione extra €50”;
  • evidenziare subtotali prima del totale finale, per dare chiarezza.

Se c’è IVA, va sempre indicata separatamente. Il cliente deve vedere subito se il prezzo è IVA inclusa o esclusa, per evitare sorprese.

Termini di pagamento

Qui devi essere cristallino. I termini più comuni sono:

  • acconto 50% a firma del contratto o accettazione preventivo;
  • saldo 50% a consegna finale del progetto.

Oppure, per progetti più lunghi:

  • 30% all’avvio, 40% a metà progetto, 30% a consegna.

Specifica anche come vuoi essere pagato: bonifico bancario, PayPal, Stripe. E indica se accetti pagamenti rateali o se richiedi il saldo in un’unica soluzione.

Se il cliente ritarda il pagamento, cosa succede? Puoi indicare una clausola tipo “in caso di ritardo superiore a 15 giorni, i lavori verranno sospesi fino al saldo dell’importo dovuto”. Non è cattiveria, è professionalità. Ti tutela da clienti che spariscono dopo aver ricevuto il lavoro.

Note e condizioni

Qui aggiungi tutto ciò che non rientra nelle voci sopra, ma che è fondamentale per evitare incomprensioni:

  • numero di revisioni incluse: esempio “2 round di modifiche inclusi, oltre i quali si applica una tariffa di €50/ora”;
  • tempi di consegna stimati: esempio “60 giorni lavorativi dall’accettazione del preventivo e ricezione dei materiali dal cliente”;
  • cosa fornisce il cliente: testi, immagini, accessi a dominio e hosting;
  • cosa succede in caso di ritardi del cliente: se il cliente non fornisce i materiali entro i tempi concordati, i tempi di consegna slittano di conseguenza;
  • proprietà dei file: a saldo completato, tutti i file di progetto (logo vettoriale, file sorgente sito, ecc.) diventano proprietà del cliente.

Queste note sembrano paranoie, ma ti salvano da discussioni infinite. Se un cliente ti chiede 10 revisioni invece di 2, tu puoi semplicemente indicare il preventivo e dire “come da accordi, abbiamo incluso 2 round, le revisioni extra sono a pagamento”.

Quanto costa un preventivo per brand identity e sito web nel 2026?

Domanda da un milione di euro. O meglio, da qualche migliaio. Perché la risposta vera è: dipende.

Ma possiamo dare dei range realistici basati sul tipo di progetto e sul livello di personalizzazione.

Fascia base (€2.000 – €4.000)

Qui rientrano progetti semplici:

  • logo base con poche varianti, senza manuale brand;
  • sito vetrina 3-5 pagine, WordPress con tema premium;
  • SEO base: meta tag e ottimizzazioni tecniche minime;
  • assistenza limitata o nulla post-lancio.

È il preventivo ideato per piccole attività locali, professionisti singoli, startup in fase early stage che hanno budget limitato e non necessitano di soluzioni complesse.

Fascia media (€4.000 – €8.000)

Qui il livello sale:

  • brand identity completa: logo, palette, tipografia, manuale, applicazioni coordinate;
  • sito web custom: 5-10 pagine, design personalizzato, funzionalità specifiche (form avanzati, area riservata, blog);
  • SEO avanzata: keyword research, ottimizzazione contenuti, linkbuilding base;
  • formazione e assistenza: 3-6 mesi di manutenzione inclusa.

Questa è la fascia più comune per PMI e professionisti strutturati che vogliono distinguersi online e hanno capito che il sito non è un costo, ma un investimento.

Fascia alta (€8.000 – €15.000+)

Progetti complessi:

  • brand identity premium: studio approfondito, naming, brand strategy, manuale esteso, applicazioni su più supporti;
  • sito web avanzato: e-commerce, piattaforme custom, integrazioni con gestionali, design UX approfondito con test utente;
  • SEO strategica: piano editoriale, contenuti ottimizzati, analisi competitor, reportistica mensile;
  • manutenzione continuativa: pacchetto annuale con aggiornamenti, assistenza prioritaria, monitoraggio performance.

Qui parliamo di aziende strutturate o progetti imprenditoriali ambiziosi, dove il sito e la brand identity sono asset centrali per il business.

Cosa influenza il prezzo complessivo?

Oltre al tipo di progetto, ci sono variabili che fanno oscillare il costo:

  • livello di personalizzazione: usare un tema WordPress premium costa meno che sviluppare un tema da zero;
  • numero di revisioni: ogni revisione richiede tempo, e il tempo è denaro;
  • contenuti: se li scrivi tu, il costo aumenta. Se li fornisce il cliente (e sono buoni), risparmi ore di lavoro;
  • funzionalità extra: form complessi, integrazioni con CRM, multilingua, area riservata;
  • urgenza: un progetto da consegnare in 2 settimane costa più di uno da consegnare in 2 mesi.

E poi c’è il fattore più sottovalutato: la chiarezza del cliente. Se il cliente sa esattamente cosa vuole, ti fornisce materiali ordinati e risponde velocemente, il progetto fila liscio. Se invece cambia idea ogni settimana, non fornisce i testi promessi e sparisce per giorni, il progetto si allunga e tu perdi fatturato. Per questo è importante includere nel preventivo clausole sui tempi di risposta del cliente.

Quali errori evitare quando prepari un preventivo PDF?

Un preventivo fatto male può costarti il progetto, anche se la tua offerta è competitiva. Ecco gli errori più comuni e come evitarli.

Errore 1: Preventivo troppo generico

Se scrivi “Sito web – €2.000” senza specificare nulla, il cliente non sa cosa sta comprando. E tu ti ritroverai a fare il triplo del lavoro perché “pensavo fosse incluso”.

Soluzione: dettagliare ogni voce con descrizione precisa, numero di pagine, funzionalità incluse, revisioni comprese.

Errore 2: Non indicare la validità

Senza una data di scadenza, il cliente può tornare dopo mesi e chiederti di rispettare quei prezzi, anche se nel frattempo i tuoi costi sono aumentati.

Soluzione: indicare sempre una validità di 30-60 giorni.

Errore 3: Termini di pagamento vaghi

“Pagamento a consegna” non dice nulla. Il cliente paga tutto insieme? C’è un acconto? Quando esattamente scatta il pagamento?

Soluzione: specificare percentuali, modalità (bonifico, PayPal, ecc.) e tempistiche precise.

Errore 4: PDF illeggibile o poco professionale

Font troppo piccolo, colori sgargianti, layout disordinato. Il preventivo è il primo deliverable che il cliente vede: se è brutto, pensa che anche il tuo lavoro sarà brutto.

Soluzione: usa un layout pulito, font leggibili (minimo 10-11pt), colori sobri, allineamenti ordinati. Se non sei un designer, usa un template ben fatto.

Errore 5: Non includere i tuoi contatti

Sembra banale, ma capita. Il cliente riceve il PDF, lo inoltra a qualcuno, e quella persona non sa come contattarti.

Soluzione: inserire sempre nome, email, telefono e sito web in intestazione e footer.

Errore 6: Dimenticare l’IVA

Se sei in regime ordinario, l’IVA va sempre indicata. Se scrivi “Totale €3.000” ma poi devi aggiungere il 22% di IVA, il cliente si sente preso in giro.

Soluzione: specificare se il prezzo è IVA inclusa o esclusa. Se esclusa, indicare subtotale + IVA + totale.

Errore 7: Non chiarire cosa succede in caso di modifiche extra

Il cliente chiede 5 revisioni in più, tu le fai perché “non voglio sembrare scortese”, e alla fine hai lavorato il doppio per lo stesso prezzo.

Soluzione: indicare nel preventivo “2 round di revisioni inclusi, ogni round extra €X”. Così sei tutelato e il cliente sa che ogni modifica fuori scope ha un costo.

Strumenti per creare preventivi PDF facilmente professionali

Non serve essere un designer per creare un preventivo che faccia bella figura. Esistono strumenti semplici, molti dei quali gratuiti o low-cost, che ti permettono di partire da template già pronti e personalizzarli.

Canva

Canva è probabilmente lo strumento più accessibile per chi non ha esperienza di design. Trovi decine di template per preventivi e fatture, li personalizzi con il tuo logo e i tuoi colori, e scarichi il PDF in pochi minuti.

Pro: intuitivo, veloce, gratuito (con opzioni premium).
Contro: i template gratuiti sono limitati, e alcuni elementi grafici richiedono Canva Pro.

Google Docs / Microsoft Word

Se vuoi qualcosa di essenziale ma funzionale, Google Docs o Word vanno benissimo. Puoi creare una tabella ordinata, inserire il tuo logo in alto, formattare tutto in modo pulito e esportare in PDF.

Pro: controllo totale, nessun costo aggiuntivo.
Contro: devi creare il layout da zero o cercare template esterni (ce ne sono molti gratuiti online).

HubSpot (template gratuiti)

HubSpot offre template gratuiti per preventivi e proposte commerciali, scaricabili in formato Word o Google Docs. Sono ben fatti, professionali e personalizzabili.

Pro: gratuiti, professionali, già strutturati.
Contro: devi adattarli al tuo caso specifico, non sono plug-and-play.

Strumenti di automazione (Qonto, Fatture in Cloud, ecc.)

Se vuoi automatizzare il processo, piattaforme come Qonto, Fatture in Cloud o SumUp Fatture ti permettono di creare preventivi direttamente dalla dashboard, salvarli come PDF e inviarli via email al cliente.

Pro: automazione completa, archivio storico, integrazione con la contabilità.
Contro: di solito a pagamento (abbonamento mensile), curva di apprendimento iniziale.

Excel / Google Sheets

Per chi ama il controllo totale sui numeri, Excel o Google Sheets sono ottimi. Crei una tabella con formule per calcolare subtotali, IVA e totale automaticamente. Poi esporti in PDF.

Pro: massima flessibilità, nessun costo.
Contro: devi costruire tutto da zero, e il layout può risultare poco elegante se non hai dimestichezza con la formattazione.

La scelta dipende dal tuo workflow e da quanto tempo vuoi dedicare alla creazione del preventivo. Se hai già un sistema di fatturazione elettronica, probabilmente conviene integrare anche i preventivi lì dentro. Se invece preferisci partire da zero e avere il massimo controllo, Google Docs o Word sono più che sufficienti.

Checklist finale: cosa controllare prima di inviare il preventivo

Prima di premere “invia”, fai questo check rapido:

Dati completi: hai inserito tutti i tuoi dati (nome, P.IVA, contatti) e tutti i dati del cliente?

Numero e data: il preventivo ha un numero progressivo e una data di emissione?

Validità indicata: hai scritto entro quando il preventivo è valido?

Voci dettagliate: ogni servizio è descritto in modo chiaro, con specifiche su cosa è incluso?

Totali chiari: subtotali, IVA (se applicabile) e totale finale sono ben visibili e corretti?

Termini di pagamento: hai indicato percentuali, modalità e tempistiche di pagamento?

Note e condizioni: hai specificato numero di revisioni, tempi di consegna, cosa fornisce il cliente?

Leggibilità: il PDF è chiaro, ordinato, con font leggibili e layout professionale?

Se tutte le risposte sono “sì”, sei pronto per inviare. Altrimenti, torna indietro e sistema i punti mancanti. Meglio perdere 10 minuti ora che perdere il cliente perché il preventivo era confuso.


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