Cosa troverai in questa Guida
Il bando ON di Invitalia sostiene chi vuole aprire o far crescere un’impresa a prevalenza giovanile o femminile, con un finanziamento agevolato che può coprire fino al 90% delle spese ammissibili. Attenzione però: dal 1° luglio 2026 qualcosa è cambiato, e se stai valutando questa strada è meglio che tu lo sappia subito. In questa guida trovi requisiti, importi, spese finanziabili e la procedura aggiornata per presentare domanda.
Cos’è il bando ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero 2026?
Partiamo dalle basi, perché capire bene di cosa stiamo parlando ti aiuta a non perderti nei dettagli dopo.
ON – Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero è una misura di Invitalia, promossa insieme al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pensata per sostenere la nascita e lo sviluppo di imprese guidate da giovani o da donne. L’idea di fondo è semplice: dare a chi ha un progetto valido gli strumenti finanziari per realizzarlo, anche quando le banche tradizionali fanno storcere il naso.
In pratica, l’agevolazione può arrivare a coprire il 90% delle spese ammissibili attraverso un finanziamento a tasso zero, restituibile in un periodo lungo che ti dà respiro per far crescere l’attività senza soffocare sotto le rate.
E qui arriva la parte che devi assolutamente conoscere, perché online circolano ancora informazioni superate. Fino al 30 giugno 2026 l’agevolazione prevedeva un mix tra finanziamento e contributo a fondo perduto. Dal 1° luglio 2026, per le nuove domande, quel contributo a fondo perduto non è più disponibile: le risorse dedicate si sono esaurite. Quindi se stai leggendo guide che parlano ancora di “tasso zero più fondo perduto”, sappi che si riferiscono a una fase superata della misura.
La misura resta attiva e continua a rappresentare un’opportunità concreta, ma oggi si basa esclusivamente sul finanziamento agevolato.

Chi può accedere a Nuove Imprese a Tasso Zero nel 2026?
Qui la domanda è quella che si fanno in tanti: “ma io rientro nei requisiti?”
Possono accedere al bando ON le micro e piccole imprese costituite da non più di 60 mesi, oppure le persone fisiche che vogliono costituire una nuova società. Non serve quindi avere già l’azienda attiva da anni: puoi partire anche da zero, a patto di seguire il percorso previsto dal bando.
Il criterio centrale riguarda la composizione della compagine sociale. Serve una prevalenza numerica e di quote detenute da giovani tra i 18 e i 35 anni, oppure da donne, indipendentemente dalla loro età. Questo significa che il team che guida l’impresa deve rispecchiare questi requisiti anagrafici o di genere in modo prevalente, non solo simbolico.
Il bando ON è riservato solo agli under 35?
No, e questo è un equivoco piuttosto comune. Il requisito dell’età tra i 18 e i 35 anni riguarda una delle due strade di accesso, quella legata all’imprenditoria giovanile. Ma esiste un secondo canale, quello dell’imprenditoria femminile, dove le donne possono accedere senza alcun limite di età.
Quindi, se hai 40 anni e vuoi avviare un’impresa insieme ad altre socie donne, puoi comunque rientrare nei requisiti. Quello che conta davvero è la prevalenza nella compagine societaria, non un’unica soglia rigida uguale per tutti.
Si può fare domanda se l’impresa non è ancora costituita?
Sì, e anzi è una delle situazioni più frequenti tra chi si avvicina a questo bando. Puoi presentare domanda anche come persona fisica, prima ancora di costituire formalmente la società.
In questo caso, una volta ammesso all’agevolazione, avrai un termine stabilito per procedere con la costituzione effettiva dell’impresa. È un meccanismo pensato apposta per chi ha in mano un progetto solido ma non vuole affrontare i costi di apertura prima di sapere se otterrà il finanziamento.
Quanto finanzia il bando ON Invitalia nel 2026?
Passiamo ai numeri, perché alla fine è quello che vuoi sapere davvero.
Il finanziamento agevolato può coprire fino al 90% delle spese ammissibili del programma di investimento. La restituzione avviene a tasso zero, con una durata che può arrivare fino a 10 anni: un orizzonte temporale pensato per accompagnare la fase più delicata della crescita aziendale, quella in cui i ricavi non sono ancora stabili.
Come accennato, però, va fatta una distinzione netta tra il prima e il dopo. Fino al 30 giugno 2026, l’agevolazione combinava il finanziamento con un contributo a fondo perduto, rendendo il pacchetto complessivo ancora più vantaggioso. Dal 1° luglio 2026, per le nuove domande, resta disponibile solo il finanziamento a tasso zero.
Non è un dettaglio da poco quando fai i tuoi calcoli di sostenibilità: significa che tutto l’importo ottenuto andrà comunque restituito, anche se senza interessi.
Il fondo perduto è ancora disponibile dal 1° luglio 2026?
La risposta è no, e conviene dirlo con chiarezza per evitare aspettative sbagliate. Le risorse destinate al contributo a fondo perduto si sono esaurite, e per le domande presentate da luglio 2026 in poi l’agevolazione prevede solo il finanziamento agevolato.
Se hai trovato contenuti, video o articoli che parlano ancora del mix tra le due forme di aiuto, quasi certamente si riferiscono alla situazione precedente. Prima di basare le tue decisioni su quelle informazioni, verifica sempre la data di pubblicazione e, meglio ancora, controlla gli avvisi ufficiali di Invitalia.
Quali sono le spese ammissibili per ON – Nuove Imprese a Tasso Zero?
Ora arriviamo al cuore pratico della misura: cosa puoi effettivamente finanziare con questi fondi?
Le categorie di spesa cambiano leggermente in base all’età dell’impresa al momento della domanda. Invitalia distingue infatti tra imprese più giovani, con un programma di investimento più ampio, e imprese leggermente più “mature”, con un tetto di spesa diverso.
Spese ammissibili per imprese costituite da meno di 3 anni
Se la tua impresa ha meno di 36 mesi di vita, il ventaglio di spese ammissibili è piuttosto ampio. Rientrano le opere murarie, i macchinari, gli impianti e le attrezzature necessarie per l’attività.
A queste si aggiungono voci spesso sottovalutate ma fondamentali per un’impresa moderna: programmi informatici, servizi ICT e, in alcuni casi, brevetti e altre immobilizzazioni immateriali. Questo è un punto che vale la pena sottolineare, perché apre la porta a investimenti digitali veri e propri, non solo a macchinari fisici.
Spese ammissibili per imprese costituite da 3 a 5 anni
Per le imprese un po’ più “adulte”, tra i 36 e i 60 mesi di vita, il programma di investimento segue una struttura diversa. In genere si osserva un limite massimo di progetto più contenuto rispetto alle imprese appena nate, e una impostazione pensata più per il consolidamento che per l’avvio.
Le categorie di spesa restano in linea con quelle già viste, ma cambia il peso relativo di ciascuna voce all’interno del piano. Per questo, prima di presentare domanda, conviene sempre verificare la modulistica ufficiale aggiornata, perché i dettagli tecnici possono cambiare con gli avvisi pubblicati da Invitalia.
Sito web, software e servizi ICT rientrano nel bando ON Invitalia?
Ed eccoci al punto che, ti dirò un segreto, quasi nessuno spiega davvero bene.
Sì, i programmi informatici e i servizi ICT rientrano tra le categorie di spesa previste dal bando ON, in particolare per le imprese più giovani. Ma attenzione: questo non significa automaticamente che qualsiasi spesa digitale venga finanziata. L’ammissibilità della singola voce dipende dalla sua coerenza con il progetto d’impresa e viene valutata caso per caso in fase di istruttoria.
In altre parole, la categoria esiste ed è concreta, ma non è un assegno in bianco per ogni acquisto tecnologico.
Quali investimenti digitali inserire nel progetto di una nuova impresa?
Qui entra in gioco la parte strategica, quella che fa davvero la differenza tra una domanda ben costruita e una generica.
Puoi valutare l’inserimento di software gestionali, piattaforme digitali, soluzioni di e-commerce o infrastrutture web, ma solo quando questi strumenti sono funzionali al modello di business che stai proponendo. Se apri un’attività di consulenza, per esempio, un software gestionale ha senso. Se apri un negozio online, l’infrastruttura e-commerce diventa parte integrante del progetto, non un accessorio.
La chiave è sempre questa: ogni voce di spesa digitale deve raccontare perché serve al tuo progetto, non essere semplicemente elencata perché “fa tecnologia”.
Un sito web è automaticamente una spesa ammissibile?
No, e questo è forse il punto in cui vedo più confusione. Il sito web può rientrare tra i programmi informatici e i servizi ICT ammissibili, ma non lo fa in automatico solo perché lo hai inserito nel piano.
Serve dimostrare che quel sito è parte integrante del modello operativo dell’impresa, non una semplice vetrina promozionale. C’è una bella differenza tra un sito che supporta le vendite o i processi aziendali e un sito puramente informativo su chi sei e cosa fai. Nel primo caso, l’investimento ha molte più probabilità di essere riconosciuto come coerente con il progetto. Nel secondo, la valutazione diventa più incerta.
Come presentare la domanda per il bando ON Invitalia 2026?
Passiamo alla parte operativa, quella che ti serve per muoverti concretamente.
La domanda si presenta attraverso la piattaforma informatica di Invitalia, seguendo la procedura indicata negli avvisi ufficiali. Il bando funziona a sportello, il che significa che le domande vengono valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, e non attraverso una graduatoria comparativa tra progetti.
Questo aspetto è importante da capire bene: non stai competendo con altri candidati in una classifica, ma con il tempo e con la disponibilità delle risorse ancora stanziate.
Quali documenti e preventivi preparare prima della domanda?
Prima di aprire la pratica, conviene arrivare preparato con tutto il necessario, così eviti rallentamenti inutili.
Ti servirà un business plan solido, che racconti in modo chiaro il tuo progetto imprenditoriale, insieme a un piano economico-finanziario che dimostri la sostenibilità dell’iniziativa nel tempo. A questi si aggiungono i preventivi relativi alle spese che intendi sostenere, elemento fondamentale per giustificare gli importi richiesti.
Per la lista completa e sempre aggiornata dei documenti richiesti, fai sempre riferimento alla modulistica ufficiale pubblicata da Invitalia, perché i requisiti tecnici possono subire piccole modifiche nel tempo.
Il bando ON Invitalia ha una scadenza nel 2026?
Domanda legittima, e la risposta non è così scontata come sembra.
Il bando ON funziona a sportello, quindi non ha una scadenza fissa nel senso tradizionale del termine. Le domande vengono accolte finché ci sono risorse disponibili, e proprio per questo motivo la tempistica conta più di quanto potresti pensare.
Prima di avviare qualsiasi percorso, verifica sempre la disponibilità aggiornata delle risorse e gli avvisi ufficiali pubblicati da Invitalia. È l’unico modo per sapere con certezza se, nel momento in cui presenti domanda, il bando è ancora pienamente operativo.
Bando ON 2026 e digitalizzazione: cosa valutare prima di avviare la nuova impresa
Arrivati fin qui, credo che il quadro sia abbastanza chiaro. Ma prima di chiudere, vale la pena fare un passo indietro e guardare il quadro generale.
Se stai pensando di avviare una nuova impresa nel 2026 e vuoi sfruttare al meglio le opportunità digitali previste dal bando ON, il primo passo non è scegliere gli strumenti tecnologici. È progettare il modello operativo della tua attività, e solo dopo capire quali investimenti digitali lo sostengono davvero.
Un sito ben strutturato, un software gestionale mirato o una piattaforma e-commerce hanno senso quando nascono da un progetto chiaro, non quando vengono aggiunti “perché fa moderno”. Questo approccio non ti aiuta solo a costruire una domanda più solida: ti aiuta anche a costruire un’impresa che, agevolazione a parte, funziona davvero.
Checklist: cosa verificare prima di presentare domanda
- Controlla se rientri nei requisiti di età (18-35 anni) oppure nel canale dedicato all’imprenditoria femminile, senza limiti di età
- Verifica se la tua impresa ha meno o più di 36 mesi, perché cambia la struttura del programma di investimento
- Ricorda che dal 1° luglio 2026 l’agevolazione prevede solo il finanziamento a tasso zero, senza fondo perduto
- Prepara in anticipo business plan, piano economico-finanziario e preventivi aggiornati
- Se prevedi investimenti digitali, verifica che siano coerenti con il modello di business, non solo elencati nel piano
- Consulta sempre la modulistica ufficiale Invitalia prima di presentare la domanda
Se stai valutando quali investimenti digitali inserire nel tuo progetto d’impresa, dalla struttura del sito alla scelta della piattaforma giusta, possiamo aiutarti a costruire una presenza online coerente con il tuo modello di business. Dai un’occhiata ai nostri servizi di creazione siti strategici e scopri come impostare le basi digitali della tua nuova attività.
Evita che la tua domanda per il bando venga respinta
Per partecipare e ottenere i fondi ti serve un preventivo tecnico dettagliato da allegare. Un errore nelle voci di spesa può farti perdere l’agevolazione. Te lo prepariamo noi, gratuitamente e a norma di bando, in sole 24 ore.